Settembre è il vero capodanno di chi lavora: quaderni nuovi, buone intenzioni e la sensazione che stavolta si farà sul serio. Sei propositi da ufficio, con una previsione onesta su quanto dureranno.
1. Meno riunioni, più email
Prima di convocare, una domanda sola: sta in due righe scritte? Metà delle volte sì, e quella metà vale tre ore di lavoro altrui.
2. Una lista sola
Post-it sul monitor, note sul telefono, foglietti nel cassetto. Tre liste parziali valgono meno di una lista sola tenuta anche male.
3. Pause vere
Cinque minuti lontano dallo schermo reggono meglio di un'ora passata a metà servizio davanti alla casella, che poi è la modalità in cui passa la maggior parte dei pomeriggi.
4. Scrivania in ordine il venerdì
Cinque minuti a fine settimana e il lunedì parti senza dover prima sgombrare il piano da quello che ci hai lasciato tu.
5. Un grazie in più
Ai colleghi che ti semplificano la giornata e che di solito non se lo sentono mai dire. Costa dieci secondi e non ha controindicazioni note.
6. Un po' di ironia
Prendere sul serio il lavoro e un po' meno sé stessi. È l'unico dei sei che non richiede organizzazione, il che lo rende anche l'unico sicuro.
Quale reggerai fino a dicembre
Statisticamente il quinto e il sesto, perché non chiedono metodo. I primi quattro reggono soltanto se li scrivi da qualche parte invece di tenerli in testa, dove hanno una vita media di undici giorni.
Per i primi quattro serve un posto dove tenerli: i taccuini della collana hanno novantatré pagine a quadretti e una frase diversa su ognuna. Il proposito numero 1 si mette in pratica con cinque modi per dire di no, il numero 2 con sei regole per la lista e il numero 3 con sei regole per le pause.