Rifiutare una riunione costa fatica perché sembra rifiutare la persona che l'ha convocata. Cinque modi per dire di no che lasciano il rapporto esattamente dov'era.
1. Chiedi qual è l'obiettivo
«Qual è lo scopo dell'incontro?» Metà delle volte questa domanda basta a capire che non serve la tua presenza. L'altra metà fa capire a chi convoca che non serve nemmeno la riunione, e in quel caso hai appena fatto un favore a otto persone senza dirlo a nessuno.
2. Proponi un'alternativa
«Ti mando un riepilogo scritto entro domani?» Offrire qualcosa al posto della presenza sposta la conversazione dal rifiuto alla soluzione, che è un terreno molto più comodo per entrambi.
3. Passa la palla a chi è più adatto
Se il tema riguarda più un collega, dillo e mettili in contatto. Chi convoca risolve il suo problema, tu resti utile senza esserci, e il collega lo scoprirà martedì.
4. Sii breve
«Ho un'altra priorità in quella fascia» basta e avanza. Le giustificazioni lunghe suonano come scuse anche quando sono vere: più dettagli aggiungi, più sembra che li stia inventando sul momento.
5. Lascia la porta aperta
«Aggiornami sulle decisioni, resto a disposizione.» Stai declinando l'incontro e non la collaborazione, e conviene dirlo, perché da fuori la differenza non si vede.
Nella collana c'è «Parole non dette (perché tengo al mutuo)», che raccoglie tutto quello che invece ad alta voce non si dice. Se poi la riunione ti tocca comunque, ci sono sei modi per farla finire prima. E per le risposte che pensi mentre annuisci c'è L'Oracolo.