C'è chi in casa si concentra e chi in casa si addormenta guardando la lavatrice che gira. Quattro domande per capire da che parte stai.
1. La mattina ideale
A) sveglia, caffè, scrivania di casa · B) tragitto e buongiorno ai colleghi
2. Lavori meglio
A) nel silenzio di casa · B) con il rumore di fondo dell'ufficio
3. La pausa perfetta
A) un salto in cucina · B) due chiacchiere alla macchinetta
4. Le riunioni
A) in call, con la telecamera spenta · B) in presenza, intorno a un tavolo
I risultati
Più A, squadra casa: lavori bene quando nessuno ti interrompe. Il punto debole sono le pause, che tendi a saltare finendo per lavorare nove ore filate e accorgertene solo dal buio fuori dalla finestra.
Più B, squadra ufficio: ti carichi con le persone intorno e il viavai non ti disturba. Il punto debole è la concentrazione lunga, che in open space non si trova per caso: va difesa.
La maggior parte di noi sta in mezzo, e infatti quasi tutte le aziende sono finite sul misto, che è il modo elegante di dire che nessuno ha deciso.
Nella collana dei taccuini ci sono modelli per entrambe le squadre, da «Appunti in giacca e pigiama» a «Lista dei posti dove nascondersi in ufficio». Per chi ha fatto più A, le sette regole per lavorare da casa restando una persona civile stanno qui. Per chi ha fatto più B, la concentrazione in open space si difende in sette modi.