Da fine settembre l'ufficio si divide in due partiti che non si parleranno più fino ad aprile: quelli che hanno freddo e quelli che hanno caldo. Il termostato sta in mezzo, e non lo controlla davvero nessuno dei due.
Il primo giorno di plaid
Arriva sempre all'improvviso, di solito un martedì. Una collega si presenta con una coperta piegata sulla sedia e da quel momento la stagione è ufficialmente cambiata. Chi ha caldo la guarda con la faccia di chi ha appena perso una causa in appello.
I quattro schieramenti
- Il Congelato. Ha sempre freddo, anche a luglio. Tiene un pile nel cassetto tutto l'anno e lo indossa senza vergogna.
- Il Caldo Cronico. Maniche corte fino a novembre. Apre la finestra alle otto e la richiude solo dopo tre richieste ufficiali.
- Il Diplomatico del Termostato. Alza di un grado quando non c'è nessuno e nega di averlo fatto. È il vero potere occulto dell'ufficio.
- Quello che non se ne accorge. Vive in una bolla termica personale e non ha mai partecipato a una singola discussione sull'argomento. Lo invidiano tutti.
Perché è impossibile mettersi d'accordo
Perché la temperatura percepita cambia da persona a persona per motivi che non dipendono dalla buona volontà: metabolismo, abbigliamento, posizione rispetto alla finestra e al condizionatore. Chi siede sotto la bocchetta ha ragione ad avere freddo, e chi siede vicino al vetro al sole ha ragione ad avere caldo. Discutono due persone che hanno ragione entrambe, ed è per questo che non finisce mai.
Gli accordi che funzionano
Aerare cinque minuti a ore fisse invece che «quando uno non ce la fa più»: la finestra aperta a orario concordato toglie al gesto ogni sottinteso. E la regola del vestirsi a strati, che sembra banale ed è l'unica cosa che ognuno può controllare da solo senza chiedere il permesso al reparto.
Come vada a finire quando invece si lascia correre, l'abbiamo raccontato nella storia del termostato del nostro open space: bigliettini, ventilatori contro stufette e un codice numerico messo dall'ufficio tecnico. Il capitolo gemello, quello sulla finestra aperta o chiusa, è ancora aperto.
Il lato buono dell'autunno in ufficio
Che si torna a stare dentro, e stare dentro insieme non è tutto male: si riprendono le pause caffè lunghe, ricompaiono i biscotti nel cassetto comune e ricomincia la stagione delle chiacchiere. Fuori piove, dentro si lavora e si parla. Detta così ha quasi un suo fascino.
E siccome da qui a Natale la strada è breve, se ti tocca organizzare lo scambio di regali ci sono le idee regalo con la ricerca per occasione e budget. Oppure i taccuini, che non scaldano ma fanno ridere, e a ottobre è quasi la stessa cosa.