Ci sono discussioni che nessun corso di team building risolverà mai. La più antica non riguarda le ferie, i budget o chi ha finito la torta in cucina: riguarda un box di plastica bianco appeso al muro. Il termostato. E nel nostro open space quel box ha diviso l'azienda in due popoli.
Le due squadre
Da una parte i Freddolosi: felpa a luglio, plaid sulle gambe, mani strette alla tazza bollente come naufraghi a una boa. Dall'altra i Sudati: maniche corte a gennaio, ventilatore personale, fronte lucida già alle 9:30. Due squadre, una sola temperatura possibile, nessun arbitro.
Come è cominciata
In silenzio. Una mattina il termostato segnava 21. A metà giornata, misteriosamente, 24. Poi 19. Poi di nuovo 23. Nessuno confessava e tutti passavano di lì con aria distratta, la mano già alzata all'altezza del muro.
Poi sono comparsi i bigliettini. Il primo diplomatico: «Per favore non toccate il termostato senza chiedere». Il secondo meno: «Qui non siamo ai tropici». Il terzo era un post-it con sopra un numero solo, «21», sottolineato tre volte con una biro che stava finendo. Quella sottolineatura comunicava più di tre riunioni.
Ventilatori contro stufette
I Sudati hanno risposto con i ventilatori USB, piccoli e orgogliosi, puntati come mini turbine. I Freddolosi con le stufette da scrivania, quelle che fanno saltare il contatore se accese in tre. A un certo punto c'erano un ventilatore e una stufetta a mezzo metro di distanza, accesi insieme, che si annullavano a vicenda in un pareggio termodinamico perfetto. La fisica ha chiesto di essere lasciata fuori dalla faccenda.
Come è finita
Un venerdì, senza vincitori. È arrivato l'ufficio tecnico e ha fatto la cosa più beffarda possibile: ha bloccato il termostato con un codice. Temperatura fissa, 22 gradi, decisa da qualcuno che in quell'ufficio non ci ha mai lavorato un giorno. I Freddolosi hanno tenuto la felpa, i Sudati il ventilatore, e la pace è tornata da sola. Quando a decidere è il sistema, i due popoli scoprono di andare d'accordo benissimo.
Perché il termostato scalda tanto gli animi
I gradi c'entrano poco. Quel box era l'ultimo pezzo di ufficio su cui sentivamo di poter decidere qualcosa: l'unico posto dove premevi un tasto e succedeva davvero qualcosa. Tolto quello restava solo da lavorare, che come prospettiva è sinceramente peggiore. La temperatura perfetta in ufficio non esiste. Esiste il collega con cui, freddo o caldo, ci si lamenta volentieri.
Nella collana dei taccuini c'è un modello per ognuna delle due squadre, e i Freddolosi sanno già qual è il loro. Se invece il collega che hai in mente è quello che il termostato non l'ha mai toccato ma ha un'opinione fortissima, il caso è più da Oracolo delle risposte. E se sta per cambiare ufficio, nelle idee regalo per l'ufficio c'è la voce giusta.