Il Post-it nasce da un errore di laboratorio: una colla che non teneva. Ci sono voluti dodici anni perché qualcuno capisse a cosa servisse, che è più o meno il tempo medio di approvazione di un progetto interno.
La colla sbagliata
Alla fine degli anni Sessanta un ricercatore stava cercando un adesivo fortissimo. Ottenne l'opposto: una colla debole, che attaccava e si staccava senza lasciare traccia. Sulla carta, materiale da buttare.
L'idea del segnalibro
Anni dopo un collega usò quella colla per tenere fermi i segnalibri nel libro dei canti del coro, senza rovinare le pagine. Il difetto era appena diventato la funzione, e nessuno aveva scritto una riga di specifiche.
Il lancio nel 1980
Il prodotto arrivò sul mercato nel 1980. Sul colore giallo la spiegazione più accreditata è anche la meno affascinante: era la carta che avevano in laboratorio in quel momento. Dodici anni di ricerca, e il colore l'ha deciso il magazzino.
La morale da scrivania
Serve qualcuno che guardi un errore e chieda a cosa potrebbe servire, invece di archiviarlo in una cartella chiamata «vecchio». Quella domanda vale più dell'errore.
Se il tuo monitor è ricoperto di bigliettini gialli con sopra parole di cui non ricordi più il senso, i taccuini della collana raccolgono tutto in un posto solo: novantatré pagine a quadretti che, a differenza dei post-it, restano attaccate. Il resto della scrivania si sistema con otto accorgimenti, nessuno dei quali richiede di comprare qualcosa. E per le domande che scrivi sui bigliettini e non risolvi mai c'è L'Oracolo.