All'inaugurazione di un ufficio nuovo arrivano tutti con la stessa cosa: una pianta grande. Alla fine della giornata ce ne sono sei, nessuno sa dove metterle, e tre sono morte entro Natale perché non c'è ancora un accordo su chi le annaffia. Si può fare meglio.
La domanda giusta prima di comprare
Non «cosa è bello», ma cosa manca il primo giorno. Un ufficio appena aperto ha i mobili e non ha niente di quello che rende un posto abitabile: non c'è la tazza di riserva, non c'è la ciabatta, non c'è niente da mangiare nel cassetto alle 16.
Sei idee che vengono usate davvero
- Qualcosa per l'angolo caffè. Tazze coordinate, una moka decente, un barattolo che chiude bene. È il primo punto della casa che si forma in un ufficio nuovo.
- Una ciabatta multipresa. Non è romantico. È l'oggetto più cercato e meno presente nei primi tre giorni di qualsiasi trasloco.
- Qualcosa da appendere che dica chi sono. Una stampa, una targa, una cornice con la prima foto della squadra nel posto nuovo.
- Una pianta piccola, non grande. Sta sul davanzale, resiste, e non entra nella gara di chi ha portato la più imponente.
- Cancelleria buona per la reception. Penne che scrivono, un blocco presentabile: le prime persone che entrano lo notano più di quanto si creda.
- Un oggetto ironico da mettere sulla scrivania principale. Serve a rendere il posto meno da catalogo. Un taccuino con la copertina giusta o un libro che risponde alle domande costano poco e fanno il loro lavoro il giorno stesso.
Se il trasloco è di un collega, non dell'azienda
Cambia tutto. Qui non serve arredare: serve fargli sentire che la scrivania nuova è sua. Vale la stessa regola del regalo per chi cambia lavoro: qualcosa di piccolo, che entra in una borsa, che si mette in vista il primo giorno.
Quanto si spende
Se il regalo è dell'azienda a un'altra azienda, si sale: cinquanta-cento euro sono la fascia normale, e conviene una cosa sola fatta bene invece di tre cosine. Se è tra colleghi, dieci-venti euro a testa e si mette insieme.
Il biglietto, anche qui
Sembra una formalità e invece è la parte che resta appesa. Due righe bastano, purché siano specifiche: «buona fortuna nella sede nuova» lo scrivono tutti, «finalmente una stanza dove ci si sente parlare» lo scrive chi c'è stato nella vecchia.
E se davvero volete portare la pianta grande, accordatevi prima con qualcun altro. Sei ficus in una stanza non fanno un ufficio: fanno una serra con le scrivanie dentro.