Cinque euro sembrano un'umiliazione finché non capisci a cosa servono: obbligano a essere precisi. Con cinquanta puoi sbagliare e cavartela con l'oggetto costoso. Con cinque devi aver guardato la persona.
La trappola dei cinque euro
L'errore che fanno tutti è cercare un regalo piccolo. Il risultato è la versione in miniatura di qualcosa: il cioccolatino singolo, la penna sfusa, il portachiavi anonimo. Sembra un ripiego perché è un ripiego.
Quello che funziona è cercare un regalo preciso. Un oggetto da cinque euro che centra la persona batte uno da venti scelto in fretta, e chi lo scarta se ne accorge in tre secondi.
Dieci idee che reggono
- Il cioccolato esatto che compra sempre. Se hai notato la marca, hai già vinto: vuol dire che l'hai guardata.
- Calzini con qualcosa di assurdo sopra. Il regalo più sottovalutato degli ultimi vent'anni.
- Un blocco di post-it di dimensioni ridicole. Enormi o minuscoli, purché fuori standard: li usa entro due giorni.
- Una pianta grassa piccola col nome scritto sul vaso. Il nome è metà del regalo.
- Un mazzo di carte. Per la mensa, per le trasferte, per i quindici minuti in cui il capo non c'è.
- Un buono da cinque euro per il bar sotto l'ufficio. Zero fantasia, cento per cento di utilizzo.
- Una spilla o un magnete con una battuta interna. Funziona solo dentro quell'ufficio, ed è esattamente il punto.
- Il tè o il caffè che non prende mai perché costa un po' di più. Il regalo è il permesso di viziarsi.
- Una penna che scrive per davvero. La nasconderà nel cassetto entro due giorni, e sarà contenta.
- Un portachiavi che dica qualcosa. Non «Milano»: qualcosa che riguardi lei.
Il trucco che raddoppia il budget
La confezione. Dieci minuti di carta decente e un nastro trasformano un regalo da cinque euro in un regalo pensato. Il sacchetto del negozio fa l'effetto opposto e si vede da lontano, perché ha ancora lo scontrino dentro.
Secondo trucco: il biglietto. Due righe con dentro un episodio vero e l'oggetto diventa il contorno. È la parte che costa zero e pesa di più.
Quando cinque euro sono la scelta giusta
Nei gruppi grandi, dove partecipano in trenta e non tutti si conoscono. In quei casi alzare il budget mette in difficoltà chi ha già altre collette in corso, e il tetto basso è una gentilezza verso tutti.
Se il gruppo invece ha deciso dieci euro, ci sono dodici idee da dieci. E se il sorteggio non l'avete ancora fatto, quello lo facciamo noi in dieci secondi, senza bigliettini nel bicchiere.