«E adesso che faccio?» è la domanda che ti fai davanti a una mail scritta male, a una richiesta arrivata alle 17:50 di venerdì, a una riunione che ha deciso di non decidere. C'è un libro che risponde, e lo fa in due modi.
Le domande che tornano ogni settimana
Rispondo adesso o domani. Lo dico al capo o lascio perdere. Chiedo le ferie questa settimana o aspetto che le chieda prima qualcun altro. Sono sempre le stesse cinque, in ordine sparso, da anni.
Due risposte per ognuna
Da un lato del libro c'è la risposta giusta, quella che diresti in riunione con la voce ferma. Giri il volume sottosopra, apri dall'altra copertina e trovi quella sincera, che di solito è la prima che ti era venuta in mente e che avevi scartato per prudenza.
È un gioco, non un consulente
Serve a sorridere, non a decidere al posto tuo. Poi capita che la risposta «sbagliata» sia esattamente quella che avevi già in testa, e a quel punto la decisione l'hai presa da solo e il libro si prende il merito.
Lo trovi qui: Il Libro delle Risposte Giuste e Sbagliate. Per gli appunti di tutti i giorni ci sono invece i taccuini. E se la domanda ricorrente è la seconda dell'elenco, ci sono cinque modi per dirlo bene.