L'aziendalese è una lingua vera, con regole precise: serve a dire una cosa lasciandosi aperta la possibilità di non averla detta. Quindici frasi da riunione con la traduzione a fianco.
Quindici frasi da riunione tradotte
«Facciamo un allineamento» → parliamone, ma in modo che sembri organizzato.
«Ci mettiamo una pin» → rimandiamo a data da destinarsi, e la pin non la toglierà nessuno.
«A livello di massima» → non ho i dettagli e proseguo lo stesso.
«Apriamo un tavolo» → serviranno altre tre riunioni, minimo.
«Portiamo a casa il risultato» → finiamo, per favore.
«Facciamo sinergia» → lavoriamo insieme e speriamo bene.
«È una quick win» → sembra facile. Non lo è.
«Lo giro al team» → non lo faccio io.
«Mi prendo l'action» → me ne occupo, con riserva.
«Sono in call» → non disturbare.
«Facciamo un check» → controllo veloce destinato a durare un'ora e dieci.
«Dobbiamo skillarci» → dobbiamo imparare qualcosa di nuovo, e lo scopriremo su internet come tutti.
«È top priority» → come le altre cinque top priority di questa settimana.
«Ne parliamo offline» → poi tra noi due, senza pubblico.
«Lo shariamo» → lo mandiamo a tutti, compresi i quattro che non c'entrano niente.
La frase che vale davvero
Su quindici, una sola impegna chi la dice: «me ne occupo io», detta senza aggiungere altro dopo. Tutte le altre lasciano una via d'uscita, ed è precisamente il motivo per cui si usano così tanto.
L'aziendalese è anche il materiale dei cruciverba dentro i taccuini della collana: uno dei venti giochi di ogni edizione è costruito su queste parole. Se il problema è che quelle frasi te le dicono in riunione, ci sono cinque modi per non andarci. E per rispondere a tono senza compromettersi c'è L'Oracolo, che di frasi del genere ne ha cento.