Ogni squadra in smart working ha il suo mistero: quello sempre online e mai visibile. Questa è la sua storia.
Sempre online
Il pallino verde è acceso dalle otto alle venti. Risponde in chat in tre secondi, con precisione cronometrica. In videocamera, mai. «Ho problemi di connessione», dice. Da due anni. Con una connessione che regge benissimo l'audio.
La voce senza volto
Nelle call è una voce calda e sicura che esce da un rettangolo nero con scritto il suo nome. Qualcuno giura di averlo incontrato in ascensore nel 2024. Nessuna prova, nessun testimone.
Le teorie di corridoio
Alla macchinetta si accumulano le ipotesi: lavora da una baita in montagna, ha una routine militare, è un genio dell'organizzazione, ha un secondo lavoro. Qualcuno ha aperto le scommesse.
Il giorno che accende la videocamera
Succede per errore, un martedì. Sfondo ordinato, sorriso gentile, tazza in mano. Delusione generale: una persona normale che lavora bene e in silenzio. Le scommesse sono state annullate senza rimborso.
La morale
Il mistero più grande di ogni ufficio è chi fa il suo lavoro senza farlo notare. Di solito è anche quello che ne fa di più.
Nella collana c'è anche il suo taccuino: si chiama «Appunti in giacca e pigiama». Lo smart worker mimetico è il numero 4 fra i dieci tipi di collega, e le sette regole per lavorare da casa restando una persona civile stanno qui. Se poi devi fargli un regalo senza sapere niente di lui, L'Oracolo funziona anche al buio.