Le penne in ufficio non spariscono: si spostano. Nessuno le ruba di proposito, ed è precisamente per questo che non si ritrovano mai. Un ladro consapevole si può fermare; una persona che si alza con la tua penna in mano senza accorgersene no.
Dove finiscono davvero
Nel novanta per cento dei casi in tre posti: nel portapenne di un'altra scrivania, nella tasca di una giacca appesa da qualche parte, o dentro il quaderno di qualcuno, usata come segnalibro e dimenticata lì per settimane.
Il restante dieci per cento è in sala riunioni, in un mucchietto sul tavolo, e ci resta finché non passa qualcuno delle pulizie che lo raccoglie tutto insieme e lo porta in reception.
Le quattro categorie
1. Il Distratto
Firma una cosa alla tua scrivania e se ne va con la penna in mano, parlando. La ritrova due giorni dopo nella sua tasca e non sa da dove sia arrivata. È il più diffuso e il meno colpevole.
2. Il Collezionista Involontario
Ha diciassette penne nel portapenne e ne usa una. Le altre sedici sono di tutto il piano, e lui è convinto che siano sempre state sue.
3. Quello della riunione
Entra in sala senza niente, prende una penna dal tavolo, esce con la penna. Ripete l'operazione due volte a settimana da quattro anni, e non ha mai comprato una penna in vita sua.
4. Il Consapevole
Sa benissimo di prenderle e sostiene che «tanto sono aziendali». Ha ragione sul piano formale e torto su tutto il resto, perché la penna buona che ti eri comprato tu aziendale non era.
La contromossa che funziona
Una sola, ed è banale: la penna diversa da tutte le altre. Un colore assurdo, un nastro adesivo attorno, qualcosa che si riconosca a due metri. Chi la prende per sbaglio se ne accorge in corridoio e torna indietro.
Il portapenne chiuso a chiave non serve, e comunica una cosa sul tuo carattere che non volevi comunicare.
Le due contromosse che non funzionano
- Il cartello sul portapenne. «Le penne non si prendono» viene letto da tutti e rispettato da nessuno, perché il Distratto non legge i cartelli: è distratto.
- Comprarne trenta e lasciarle in giro. Sembra generoso e in tre settimane sono sparite anche quelle. La quantità non risolve un problema di attenzione.
Il caso gemello
La stessa dinamica vale per il frigorifero comune, con la differenza che lì l'oggetto sparito si può anche mangiare: il mistero del pranzo scomparso è finito con una spiegazione che nessuno aveva previsto.
Il paradosso della cancelleria
In ogni ufficio esiste un armadio con dentro duecento penne che nessuno prende, e contemporaneamente nessuno riesce a trovarne una quando serve. Le penne dell'armadio non hanno appeal: sono quelle brutte, con il tappo che si perde. Quelle che circolano sono sempre le stesse dodici, ed è una gara continua.
Nella collana c'è «Appunti di piccoli furti d'ufficio», dedicato esattamente a questa categoria di reati. E se ti serve una penna che nessuno ti rubi, la regola resta quella: che sia orribile e riconoscibile.