Ogni ufficio ha il suo luogo del delitto: il frigorifero comune. È lì che un mercoledì a ora di pranzo si è consumato il caso che ha tenuto banco per una settimana. Un contenitore è sparito. Sopra, a pennarello, una scritta inequivocabile: «TUPPERWARE DI MARCO, NON TOCCARE».
La scena del crimine
Ore 13:02. Marco apre il frigo con la serenità di chi ha già pregustato la sua parmigiana. Il ripiano è vuoto. Silenzio. Poi la frase che ogni ufficio teme: «Ragazzi, chi ha preso il mio pranzo?». Da quel momento l'azienda si è divisa tra chi indagava e chi, con prudenza, fingeva di lavorare.
Gli indizi
Le prove erano poche ma eloquenti:
- Un ripiano sospettosamente pulito, come non lo era da mesi
- Una forchetta abbandonata nel lavandino, ancora umida
- Nell'aria un profumo di sugo che portava dritto al piano di sopra
I sospettati
Come in ogni buon giallo, i sospetti non mancavano. C'era il collega che non mangia mai e però vive in cucina. Il nuovo arrivato, ancora ignaro delle regole non scritte del frigo. E il tirocinante, sospettato per principio, perché in ufficio il tirocinante è sempre il primo indiziato.
È cominciata l'epoca dei bigliettini passivo-aggressivi. Il primo, gentile: «Per favore, rispettiamo il cibo altrui». Il secondo, meno: «SO CHI SEI». Il terzo, un intero regolamento del frigorifero, stampato e plastificato, appeso con quattro calamite come un editto imperiale.
Il colpo di scena
Il caso si è chiuso il venerdì, senza gloria. La parmigiana era scivolata dietro la cassa dell'acqua frizzante, sul ripiano in basso, dove non guarda mai nessuno. L'ha ritrovata Marco, fredda e dimenticata, mentre cercava uno yogurt.
Nessun ladro e nessun colpevole. Solo un contenitore timido e un ufficio che per una settimana aveva avuto qualcosa di cui parlare che non fosse la riunione del lunedì.
La regola del frigo comune
Il frigo dell'ufficio è il posto dove nascono alleanze, sospetti e leggende, e nessuno lo pulisce mai. Prima di accusare qualcuno vale una regola sola: controlla dietro l'acqua frizzante. Nove volte su dieci il colpevole è la gravità.
Nella collana c'è anche «Appunti di piccoli furti d'ufficio», dedicato a chi le penne, invece, le prende sul serio. E per le domande a cui il frigo non risponde c'è L'Oracolo.