La risposta automatica è l'unico testo aziendale che scrivi con addosso il costume da bagno. Da lì l'idea di raccoglierne ventidue che nessuno attiverà mai, e due che invece funzionano sul serio.
Le ventidue che resteranno nella bozza
- Sono fuori sede. Anche mentalmente.
- Rispondo al rientro. Della mia anima, non del corpo.
- In caso di urgenza, respira.
- Torno il 15. La tua mail forse no.
- Non sono raggiungibile. È il bello di essere qui.
- Per emergenze scrivere a chi te l'ha chiesto.
- Sono in ferie. Sì, di nuovo. Sì, anche l'anno scorso.
- Leggerò questo messaggio, un giorno, con affetto.
- Attualmente sto guardando il mare. Il tuo allegato può aspettare.
- Rispondo entro 24 ore. Ore mie, non tue.
- Sono fuori sede fino a data da destinarsi dal mio umore.
- Grazie per il messaggio. È stato archiviato con cura.
- La tua richiesta è importante per me. Ma meno del pranzo.
- Non controllo la posta. Controllo la temperatura dell'acqua.
- In mia assenza, decidete voi. Vi fidate? Nemmeno io.
- Sono in permesso. Il permesso me lo sono dato da solo.
- Rispondo lunedì. Non specifico quale.
- Se è urgente, era urgente anche due settimane fa.
- Sono via. La password del gestionale l'ho scritta da qualche parte.
- Ci sentiamo a breve (cit.)
- Torno operativo dopo un caffè. Il caffè è previsto per il 3 ottobre.
- Fuori sede. Per informazioni contattare il collega che si sta già nascondendo.
Le due che funzionano sul serio
La prima: data di rientro, un nome, un indirizzo. «Sono assente fino al 15 settembre. Per cose urgenti scrivi a Marta, marta@…». Tre righe, zero fraintendimenti, e chi ti scrive sa cosa fare.
La seconda, per chi ha il coraggio: «Le mail ricevute in questo periodo non verranno lette. Se serve ancora dopo il 15, riscrivimi.» Sembra scortese e invece è un regalo per entrambi: chi scrive sa che deve tornare, e tu non ti ritrovi milletrecento messaggi da smaltire in ordine cronologico.
Perché ci divertono così tanto
Perché è l'unico momento in cui il tono ufficiale e quello vero si sfiorano. Scrivi «rispondo al rientro» e pensi «rispondo quando mi va», e quella distanza di mezzo centimetro fa ridere tutti quelli che l'hanno provata.
La stessa distanza è il motivo per cui esiste L'Oracolo: da un lato la risposta che diresti, girato il libro quella che pensi. Se invece le perle le vuoi raccogliere man mano, ci sono i taccuini, con una battuta stampata a piè di ogni pagina.