Era un martedì come tanti: caffè mediocre e la riunione delle 9:30 che poteva essere una mail. Poi qualcuno, seduto a tre scrivanie da me, ha premuto Rispondi a tutti. A 214 persone.
La scintilla
Il messaggio originale era innocuo: un invito a ritirare le magliette aziendali avanzate dall'ultimo evento, partito all'intera azienda. Il nostro eroe voleva scrivere al collega di fianco e ha risposto a tutti: «Io la taglia M la prendo volentieri».
Fin qui poco male. Se non che trenta secondi dopo qualcun altro ha risposto, anche lui a tutti, per far notare che stavano rispondendo a tutti. «Ragazzi, occhio: state scrivendo all'intera azienda.» Inviato all'intera azienda.
La reazione a catena
Nel giro di dieci minuti la casella di posta è diventata una diretta:
- «Toglietemi da questa lista.» (a tutti)
- «Anche io, per favore.» (a tutti)
- «Perché continuate a rispondere a tutti??» (a tutti, va da sé)
- Un intraprendente del piano di sotto: «Visto che ci siamo, qualcuno ha un caricatore USB-C?»
Alla macchinetta si era formato un capannello. C'era chi rideva e chi era in panico per quarantasette email non lette in venti minuti. Il collega filosofo, mescolando lo zucchero, ha sentenziato: «Questo è il momento più vivo che questa azienda abbia mai avuto.»
L'intervento
Verso le 11 è arrivata la mail dell'ufficio informatico. Oggetto: «Vi preghiamo di NON rispondere a tutti.» Inviata, indovina un po', a tutti. Tre persone hanno risposto «Grazie». A tutti.
Il caos si è spento da solo, come un temporale d'estate. È rimasta una cosa sola: per il resto della settimana, ogni volta che qualcuno apriva la posta controllava due volte il campo destinatari, come si controlla lo specchietto prima di cambiare corsia.
Come si evita un «rispondi a tutti»
Chi manda a liste larghe mette i destinatari in copia nascosta: le risposte tornano solo al mittente e la catena non parte. Chi riceve, prima di premere invio, guarda il numero di destinatari invece del testo.
La morale, che nessuno impara
Ogni ufficio riscopre almeno una volta l'anno la stessa cosa: quasi nessuna mail mandata a tutti doveva essere mandata a tutti. Molte non dovevano essere mail. Qualcuna poteva essere una pausa caffè, con meno destinatari e più risate.
La maglietta taglia M l'ho ritirata la settimana dopo e non l'ho mai messa. Quella giornata invece me la ricordo ancora.
Nella collana c'è «Appunti battuti sulla tastiera con rancore», che quel martedì sarebbe servito a mezza azienda. E se il collega in questione è quello che risponde sempre senza rispondere, c'è anche L'Oracolo.