Il regalo per un collega finisce quasi sempre su una tazza o su un'agenda, comprate nello stesso negozio dalle stesse quattro persone in ritardo. Il libro delle risposte sta da un'altra parte: si apre, si consulta, e dopo dieci minuti non ce l'ha più in mano chi l'ha ricevuto.
Perché spiazza, in senso buono
Nessuno se lo aspetta, perché non è un oggetto da scaffale. Chi lo riceve lo apre subito e fa la prima domanda ad alta voce, di solito una domanda che in ufficio non avrebbe mai fatto ad alta voce. Da lì in poi diventa una cosa del gruppo.
Come si usa
Pensi una domanda, del tipo «rispondo a quella mail?» o «chiedo le ferie adesso?», apri a caso e leggi la pagina di destra. Da un lato ti dà la risposta giusta, quella da dire in riunione con la faccia seria. Capovolgi il libro, apri dall'altra copertina e trovi quella sincera, cioè quella che avevi già in testa.
Per chi funziona
Per il collega ironico, per il capo che sa ridere di sé e soprattutto per il Secret Santa in cui hai pescato qualcuno di cui sai solo il reparto. Funziona senza sapere niente della persona, ed è la sua qualità migliore come regalo: pochi oggetti sotto i dieci euro se la possono permettere.
Dove finisce
Sulla scrivania, non in un cassetto. Diventa il rompighiaccio della pausa: tutti vogliono farci una domanda, e chi lo ha ricevuto se lo ritrova prestato tre volte a settimana e restituito con la copertina piegata.
Guarda com'è fatto: Il Libro delle Risposte Giuste e Sbagliate. Se cerchi qualcosa di più mirato sul singolo collega ci sono i cinquanta taccuini, uno per ogni tipo. E per lo scambio di dicembre, le idee regalo da ufficio con il sorteggio già pronto.