Il problema degli appunti in riunione non è scriverli, è ritrovarli tre settimane dopo. Si risolve con tre simboli, due colonne e trenta secondi alla fine. Il metodo sta in questa pagina.
I tre simboli, e basta tre
Prima di ogni riga metti uno di questi:
- ▢ quadratino = qualcosa che devo fare io
- → freccia = qualcosa che deve fare un altro (col nome accanto)
- ! punto esclamativo = decisione presa, da ricordare
Tutto il resto è contesto e non serve un simbolo. Il vantaggio è che a colpo d'occhio, tre settimane dopo, distingui le cose da fare dal fiume di parole intorno.
Le due colonne
Traccia una riga verticale a due terzi della pagina. A sinistra scrivi mentre si parla, senza pensarci. Nella colonna stretta a destra, alla fine, riscrivi solo le righe con il quadratino. È la tua lista, e sta tutta in dieci centimetri.
La regola dei trenta secondi
Non alzarti subito. Resta trenta secondi in più e fai due cose: rileggi la colonna destra e metti una data accanto a ogni quadratino. Senza data, un appunto è un desiderio.
Sono i trenta secondi più redditizi della riunione, e sono anche quelli che salta il novanta per cento delle persone.
Cosa non scrivere
Non trascrivere quello che dicono. Non sei lì a fare il verbale, e se ci provi ti perdi il senso mentre insegui le parole. Scrivi le conclusioni, i nomi e le date. Se qualcosa ti sembra importante ma non lo capisci, scrivi la domanda invece della risposta: la fai alla fine e risolvi in dieci secondi.
Funziona anche nelle call?
Meglio che di persona, perché nessuno vede cosa fai. L'unico accorgimento è tenere il quaderno di fianco alla tastiera invece che sotto: se devi abbassare la testa per scrivere, dopo dieci minuti smetti di scrivere.
Se cerchi un posto dove applicarlo, i taccuini della collana sono a quadretti apposta, 93 pagine, e le due colonne le tracci in tre secondi. In fondo ci sono anche venti giochi, per le riunioni in cui il metodo non serve perché non si decide niente. Se invece a non decidere sei tu, L'Oracolo risolve in due secondi e in due modi.