Dall'idea alla pagina stampata un taccuino della collana passa per cinque fasi. La più lunga è quella che dal libro finito non si vede per niente.
1. Si parte da un tipo di collega
Il freddoloso, quello che vive di scadenze, quella che a gennaio guarda già i voli. Il personaggio viene prima del titolo e molto prima della copertina, perché un titolo che fa ridere senza una persona dietro fa ridere una volta sola.
2. Le frasi a piè di pagina
Novantatré frasi diverse per ogni edizione, e nessuna che si ripeta in nessuno degli altri quarantanove taccuini. Questa è la parte lunga: il bacino da cui peschiamo supera le quattromilanovecento frasi, tenute in ordine con la cura che di solito si riserva alla contabilità. Basta una svista e due colleghi della stessa stanza leggono la stessa battuta lo stesso giorno.
3. I venti mini giochi
Labirinti, sudoku, cruciverba costruiti sull'aziendalese, anagrammi. Tarati sulla durata di una pausa vera, con le soluzioni in fondo, che dopo il terzo tentativo servono a chiunque.
4. Copertina e interno
Illustrazione originale, copertina opaca, interno a quadretti. Deve stare bene sulla scrivania di un ufficio vero, accanto a una tazza e a un caricabatterie, non solo dentro una foto ben illuminata.
5. Il controllo finale
Si rilegge tutto, pagina per pagina, per verificare che non ci siano ripetizioni e che ogni frase funzioni anche da sola, staccata dalle altre. È la fase in cui si scopre che la battuta migliore sta a pagina 12 e non la troverà mai nessuno.
Il risultato sono cinquanta taccuini, ognuno con frasi e giochi diversi dagli altri quarantanove. I tipi di collega da cui è partito tutto sono questi dieci. Con lo stesso metodo è nato L'Oracolo: due copertine, duecento risposte, cento da dire ad alta voce e cento da pensare e basta.